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A chi è dedicato Inside Finance?

Il podcast INSIDE FINANCE è dedicato agli investitori, alle aziende alla ricerca di nuove fonti di finanziamento e ispirazione, agli operatori del settore e agli appassionati di finanza che non si accontentano delle notizie lette o ascoltate nei media tradizionali e alla loro utilità limitata nel tempo, ma intendono andare a fondo nel capire la base del successo e le visioni per il prossimo futuro da parte delle personalità della finanza italiana che rappresentano le Istituzioni preposte, i vertici delle società di eccellenza nei vari settori, di imprese di nicchia specializzate in prodotti e servizi innovativi, persone che hanno raggiunto risultati straordinari oppure personalità che hanno visioni ed esperienze completamente “fuori dal coro”.

Il principio di base di ogni episodio è quello dell’utilità per gli ascoltatori, quindi temi e approfondimenti che possano essere di aiuto per una migliore e più efficace gestione degli investimenti, del business, della finanza d’impresa, per l’espansione nei mercati internazionali, per una brillante carriera o spunti imprenditoriali nel settore finanziario entrando “INSIDE FINANCE” in modo autentico, diretto e informale.

Il format di Inside Finance

Il format di ogni episodio prevede il montaggio di un’intervista di 30/75 minuti con lo Speaker di volta in volta selezionato che preveda il seguente story telling:

  • L’individuazione di un problema complesso oppure obiettivi storici ambiziosi di natura economico/finanziaria
  • I risultati conseguiti
  • Le routine e la filosofia del successo
  • Lessons learnt
  • Ipotesi di replicabilità
  • La soluzione adottata dall’esperienza dello Speaker, dalla Società o dal prodotto e servizio descritto
  • Visioni e considerazioni per il futuro
  • Riepilogo e raccomandazioni finali per gli ascoltatori

Il format di Inside Finance

Il format di ogni episodio prevede il montaggio di un’intervista di 30/75 minuti con lo Speaker di volta in volta selezionato che preveda il seguente story telling:

  • L’individuazione di un problema complesso oppure obiettivi storici ambiziosi di natura economico/finanziaria
  • I risultati conseguiti
  • Le routine e la filosofia del successo
  • Lessons learnt
  • Ipotesi di replicabilità
  • La soluzione adottata dall’esperienza dello Speaker, dalla Società o dal prodotto e servizio descritto
  • Visioni e considerazioni per il futuro
  • Riepilogo e raccomandazioni finali per gli ascoltatori

Background

Il viaggio in auto, in aereo, o con i mezzi pubblici, così come tutte le attività che lasciano spazio al c.d. “multitasking”, come lo sport o le attività di routine – che permettono alla mente di spaziare – sono archi temporali che creano una grande opportunità per la diffusione di contenuti, in particolar modo per temi dedicati alla cultura, alla crescita personale e all’aggiornamento professionale.I contenuti multimediali attualmente più diffusi sono in formato video, anche se spesso la forma visiva non è determinante, ma obbliga comunque l’utente a guardare lo schermo e, peraltro, senza permettere l’utilizzo contemporaneo di altre applicazioni del dispositivo mobile oppure attività in multitasking.

Così come il mercato dei contenuti video sta gradualmente indirizzandosi nella formula on demand (per es. Netflix e Amazon Prime Video), lasciando l’utente libero di scegliere cosa guardare e in quale momento, allo stesso modo il podcasting fornisce l’opportunità di utilizzare i contenuti audio in mobilità in versione “radio on demand”, offrendo l’opportunità di coprire nuovi spazi di fruizione, colmando momenti della vita quotidiana fino ad oggi poco sfruttati dal mercato.

Parallelamente, il settore della live communication sviluppa 10 miliardi l’anno tra eventi aziendali e congressuali con 50 mila addetti di prima fascia che diventano 10 volte tanto in tutta la filiera (ricerca Fondazione Symbola 2019). Tutto questo è crollato nel giro di pochi giorni, per colpa del coronavirus. Eventi cancellati e mancata programmazione vuol dire protrarre il problema per altri mesi, anche se l’epidemia finisse domani.

In aggiunta, a prescindere dalle contingenze del momento, la live communication ha l’indubbio vantaggio della possibilità di networking offerta dagli eventi, ma il limite di diffondere il messaggio ai partecipanti effettivi. E’ ragionevole quindi presumere che almeno 90% del potenziale di comunicazione di un evento non è espresso con la presenza fisica dei partecipanti.

Considerando il problema, la tecnologia già da tempo permette di registrare i contenuti di un evento, e i messaggi dei suoi Relatori, e diffonderli a uno specifico target in forma elettronica, permettendo di amplificare i contenuti dell’evento nello spazio e nel tempo.

Infatti, il target interessato può fruire dei contenuti di suo maggiore interesse a prescindere dall’ubicazione geografica, dall’agenda del giorno dell’evento, da eventuali imprevisti della giornata ed eventualmente a distanza di anni, anche in base a ricerche specifiche di contenuti nella rete.

Essendo video il formato spesso utilizzato, la statistica di fruizione di contenuti audiovisivi indica che la durata ideale non dovrebbe oltrepassare i 5-7 minuti. Ovviamente 5-7 minuti non bastano per fornire al Relatore la possibilità di esprimere il suo know how e utilità dell’intervento, anche come principio di content marketing, salvo casi particolari

Rispetto alle possibilità di produzione di repliche video di un evento o a formule “virtuali” di evento come i webinar, il formato video ha lo svantaggio che obbliga l’utente alla visualizzazione continuativa dello schermo, quando spesso il valore aggiunto del contenuto visivo è minimale. In aggiunta, il formato video è spesso carente a livello di dinamismo, intrattenimento e di piacevolezza della fruizione con immagini fisse e spesso di bassa qualità.

Per ultimo, il webinar è una tecnologia creata per l’uso da PC e non specificatamente per smartphone, a differenza del podcasting – la post produzione (come nel settore cinematografico) permette notevoli vantaggi rispetto alla produzione di contenuti grezzi, non elaborati. Basti pensare alla capacità di coinvolgimento di un film al cinema senza montaggio o colonna sonora.

L’opportunità

Il Podcast, riassumibile come contenuti Radio on demand (l’equivalente audio di Netflix per la TV), nel 2019, a livello globale ha registrato un vertiginoso aumento del numero degli ascolti e soprattutto dei download, che da 27 milioni di inizio anno è passato a 55 milioni, mentre in Italia sono 12,1 milioni le persone che ascoltano podcast a fine 2019: 1,8 milioni in più rispetto al 2018, con un aumento del 16%.

Secondo i dati rilasciati da Spreaker, la prima piattaforma in Italia per la distribuzione di podcast, nonché prodotto principale di Voxnest, gli ascolti giornalieri di contenuti in italiano sono triplicati nel giro di pochi mesi ed è più che raddoppiata la media mensile di ascolti a partire da gennaio 2019 con un passaggio da 1.800.000 a quasi 4.500.000 (novembre 2019).

Dall’analisi fatta sull’Audience Network di Voxnest relativa all’Italia, salta agli occhi come i nostri connazionali abbiano una spiccata predilezione per tutto quello che è legato alle tematiche Business, prima nella Top 5 delle categorie di podcast preferite dagli italiani. Al secondo posto, troviamo la categoria Società e Cultura, che accoglie un vasto bacino di contenuti. Subito dopo, troviamo poi News (3° posto), Tempo Libero (4°posto) e infine Calcio.

Il dato in comune con gli Usa riguarda essenzialmente la fascia oraria più ascoltata, trasversale a tutte le categorie, ovvero le 7.00 del mattino. Prima di portare i figli scuola, prima del lavoro, in un momento dove molti si ritrovano già in macchina nelle lunghe file oppure durante fitness mattutino, nei viaggi o durante le vacanze.

Negli Stati Uniti, dove il mercato dei podcast è molto più maturo, una ricerca condotta da Edison Research riporta che più di un Americano su 4 ascolta Podcast su base mensile e, mediamente, ne ascolta sette alla settimana e che l’ascolto è principalmente via smartphone (primo driver di diffusione), in casa (e già emerge la rilevanza degli Smart Speaker) o in auto, mediante cellulare o dal cruscotto digitale delle connected cars.

Tutto merito delle grandi piattaforme digitali che sui podcast hanno scommesso fin dall’inizio. Sul tavolo ci sono i soliti nomi iTunes (Apple), Amazon, Spotify, ma anche editori (come anche in Italia il Gruppo 24 Ore con Il Sole 24 Ore e Radio 24) di news e gruppi di tlc.

Le industrie tecnologiche lo dicono da qualche anno: “il futuro è la voce” e il cervello umano ha un istintivo bisogno di essere intrattenuto, quando i media tradizionali non riescono a soddisfare la richiesta dovendo puntare più sulla quantità che sulla qualità dell’audience. Queste considerazioni rendono il Podcast la tecnologia perfetta per gli smartphone che permette ai Relatori di dimostrare le capacità ed esperienze come elegante strategia di content marketing e come ideale strumento di divulgazione di competenze e know how.

Aggiungendo inoltre la sua “relativa” innovatività come capacità di differenziazione, in social media completamente sommersi da formati video, il Podcast diventa la strategia di comunicazione ideale per amplificare i contenuti e le potenzialità di un evento fisco o virtuale (webinar), di contenuti già prodotti come archivio storico dall’azienda o per la creazione di canali tematici/verticali di approfondimento.

Infatti, è possibile una produzione autonoma di contenuti che prescinda dall’evento stesso, tramite una semplice telefonata registrata in alta qualità e capacità di montaggio adeguate per creare un’occasione di “spettacolo economico-finanziario” per una efficiente ed efficace strategia di branding, content marketing e sviluppo commerciale originale e “di impatto” che renda piacevole e interessante l’ “entertainment” dei potenziali clienti e accresca la reputazione e notorietà dei brand e dei Relatori coinvolti, oltre al “service” di divulgazione di competenze ed esperienze per la crescita e aggiornamento professionale degli ascoltatori da parte di personalità di primo livello dei rispettivi settori.

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